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Teleriscaldamento

Il teleriscaldamento della città di Varese è gestito dalla Società Varese Risorse S.p.a. per concessione esclusiva rilasciata dal Comune di Varese a partire dal 1992 anno in cui è stata registrata la prima erogazione di calore alla rete.


Il progetto è stato concepito a suo tempo in due lotti funzionali in ragione anche di una previsione di sviluppo urbanistico che poi non si è in effetti realizzata. Attualmente è in funzione il primo lotto con la centrale di cogenerazione di via Rossi che alimenta circa 130 utenze, tra cui la più importante in termini di consumi è l’Azienda Ospedaliera di Varese, dove, tra l’altro, è in corso un progetto per la realizzazione di una centrale termofrigorifera integrata con il teleriscaldamento per soddisfare il fabbisogno di vapore, acqua calda e acqua gelida per gli usi tecnologici, sanitari e di climatizzazione del nuovo e del vecchio complesso ospedaliero. Questo progetto prevede un investimento complessivo da parte di Varese Risorse di più di 11 milioni di euro.


Utenze significative sono rappresentate dall’Università dell’Insubria con la quale è in vigore un protocollo d’intesa per il teleriscaldamento dell’edificando nuovo polo universitario che è in corso di realizzazione proprio in un’area limitrofa alla centrale di via Rossi, la Fondazione Molina, il Comune di Varese, condomini e esercizi commerciali e industriali siti nell’intorno della rete di teleriscaldamento che si estende nell’area Sud-Est della città lungo l’asse di viale Borri.

Il teleriscaldamento è un servizio di distribuzione urbana di calore, con produzione centralizzata. Il calore viene infatti distribuito all’utenza tramite tubazioni interrate, sotto forma di acqua calda a 90°C per gli usi di riscaldamento degli ambienti e per la produzione di acqua calda sanitaria, e una serie di sottocentrali, una per ciascuna utenza, ubicate nei singoli edifici serviti che rendono possibile l’utilizzo del calore così distribuito all’interno degli stessi. Le tubazioni precoibentate sono in genere di due tipi: di mandata, trasportano l’acqua calda a 90°C alle utenze per l’utilizzo; di ritorno, trasportano l’acqua più fredda a 60°C alla centrale per il successivo riscaldamento. La circolazione primaria avviene in circuito chiuso, mantenuto in pressione dal sistema di pompaggio.


All’interno di ciascun edificio la caldaia viene disattivata e sostituita da un semplice scambiatore di calore a mezzo del quale l’energia termica è ceduta all’impianto di distribuzione interna dell’edificio che rimane inalterato.
Il servizio di teleriscaldamento si configura, quindi, a livello del cliente finale, come fornitura di energia termica , misurata a contatore, direttamente utilizzabile diversamente dal combustibile che deve essere trasformato in calore con le relative perdite.
 

Il calore nell’impianto centralizzato di Varese Risorse viene generato per recupero sui gas di scarico di un turbogas (potenza nominale 5 MW) che genera energia elettrica immessa direttamente nella rete di distribuzione in alta tensione (132 kV). Il turbogas funziona attualmente solo durante la stagione termica; non appena entrerà in funzione la nuova centrale termofrigorifera, funzionerà anche d’estate perché il calore cogenerato servirà alla produzione dell’acqua gelida per il condizionamento del nuovo Ospedale. La centrale di via Rossi e la nuova centrale termofrigorifera presso l’Ospedale di Varese funzioneranno, pertanto, in assetto cogenerativo. Per gli usi estivi e per il soddisfacimento dei carichi termici di picco sono presenti ben 5 caldaie di riserva e integrazione (35 MW) e due serbatoi per l’accumulo di calore (430 m3).

 

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